Introduzione
Una
volta acquisito il concetto di induzione elettromagnetica e,
conseguentemente, quello di trasformatore, inteso come la più semplice
delle macchine elettriche statiche, bisogna imparare a
distinguere i diversi conduttori uscenti, sia dall'avvolgimento primario
che da quello secondario, con i quali occorre talvolta realizzare alcuni
collegamenti di adattamento, applicando ovviamente certi elementi di
calcolo. È stato già detto che ogni
trasformatore è costituito da almeno due avvolgimenti, elettricamente
separati tra loro; in uno di questi si fa scorrere la corrente, per
esempio quella provocata da una presa-luce, dall'altro si preleva la
tensione che si vuol utilizzare. La quale presenta normalmente un valore
ridotto rispetto a quello che caratterizza la tensione applicata
all'avvolgimento primario, attribuendo alla macchina elettrica statica la
qualifica di "trasformatore in discesa", per indicare che in
esso si verifica una trasformazione di tensione da un valore più alto ad
uno più basso e che lo distingue dal "trasformatore in salita",
nel quale la tensione, applicata all'avvolgimento primario, si trasforma
in valori più elevati su quello secondario
COMPOSIZIONE
DEL TRASFORMATORE
Ogni
trasformatore è composto da almeno due avvolgimenti avvolti su un nucleo
ferromagnetico. Nella versione più semplice c il simbolo elettrico, che
lo rappresenta teoricamente, è quello riportato in figura 1.


Fig.
1 - simbolo elettrico del trasformatore e pacco lamellare
Le
sbarrette verticali, disegnate fra i due solenoidi, simboleggiano il
nucleo ferromagnetico la cui composizione sul quale, in pratica, si
compongono gli avvolgimenti con filo di rame smaltato. Più precisamente,
le matassine di filo conduttore vengono realizzate su un cartoccio, che
assume la funzione di supporto del filo di rame avvolto; il cartoccio
viene poi inserito sul nucleo di ferro laminato, formato da un pacchetto
di lamierini di ferro al silicio, come indicato nel disegno in
"esploso" di figura 2.
Fig. 2 - Vista in
"esploso" di un tipico trasformatore composto da due
avvolgimenti.
La
funzione del serrapacco è quella di mantenere pressato il pacco
lamellare del nucleo ferromagnetico, rappresentato da un certo numero di
lamierini al ferro-silicio, che possono essere
diversamente costruiti. Per sezione del nucleo di un trasformatore si
intende la superficie, espressa in millimetri quadrati o centimetri
quadrati, della sezione della colonna centrale del pacco lamellare, ossia
quella indicata nel disegno.
Gli
avvolgimenti, che possono essere due o più di due, sono sovrapposti
oppure affiancati, ma sempre isolati elettricamente tra loro. Ciò
significa che l'avvolgimento primario non deve mai trovarsi in contatto
elettrico con quello secondario. Di solito, l'avvolgimento primario è
rappresentato da un numero più elevato di spire, che può variare fra le
poche centinaia, le migliaia ed oltre. Più grande è la tensione
applicata al primario, più elevato è il numero di spire con cui questo
è costruito. Facciamo un esempio: se per la tensione di 110 V occorrono
560 spire, per quella di 220 V servono più di 1.000 spire. 11 diametro
del filo di rame smaltato invece dipende dall'intensità di corrente che
si vuol far scorrere nel primario.
Il
numero delle spire, che compongono l'avvolgimento secondario del
trasformatore, è proporzionale a quello delle spire dell'avvolgimento
primario ed è condizionato dal valore della tensione che si vuol
ottenere.