Si distinguono tre tipi di danni macroscopici:
la tetanizzazione muscolare, la fibrillazione cardiaca e le ustioni nel punto
di contatto. Quest' ultimo fenomeno è grave quando l' intensità
di corrente assume valori dell' ordine degli ampere e perciò non si
verifica in termini rilevanti nei circuiti a bassa tensione che, nella peggiore
delle ipotesi, comportano intensità dell' ordine di qualche decimo
di ampere. La tetanizzazione si produce quando la corrente attraversa muscoli
volontari e può manifestarsi in forme più o meno acute che
vanno dalla sensazione di formicolio, alla scossa dolorosa, alle contrazioni
fino alla paralisi temporanea. La tetanizzazione può avere effetti
mortali per eventi che sono conseguenti alle contrazioni o alla paralisi
(ad esempio l'asfissia derivante dall' impossibilità di funzionamento
dei muscoli pettorali che presiedono alla respirazione). Sotto l' aspetto
quantitativo si distinguono per i vari tipi di corrente e di danno diverse
soglie di percezione e di rilascio. La soglia di percezione è il minimo
valore della corrente (o dell' impulso di corrente) percepibile dall'organismo
umano (ad esempio il formicolio, la scossa ecc.).
Molto
importante è la soglia di rilascio perché corrisponde al massimo
valore di corrente che non provoca paralisi delle mani e degli arti, consentendo
all' infortunato di sottrarsi immediatamente e istintivamente al contatto;
superata tale soglia l' infortunato rimane attaccato al contatto a causa
della paralisi muscolare e può subentrare l'asfissia (vedesi a tal
proposito il diagramma di fig. 5.2).
Fig.
5.2 Percentuale delle persone, in funzione della corrente, che riescono a
staccarsi in seguito ad un contatto della mano con parti in tensione
Enormemente più gravi sono
i danni causati della corrente che attraversa il cuore che possono condurre
alla fibrillazione ventricolare. Il nostro cuore è costituito da fibre
muscolari che si contraggono ritmicamente parecchie decine di volte al minuto
grazie ad impulsi elettrici provenienti da un organo, il nodo senoatriale
, che di fatto costituisce il generatore elettrico biologico del cuore. Gli
impulsi generati dal nodo senaotriale vengono trasmessi, tramite specifici
tessuti di conduzione, alle fibrille (fibre muscolari dei ventricoli) che
contraendosi ciclicamente generano la sistole ventricolare che spinge il
sangue nel sistema arterioso. È evidente che un elevata corrente,
di provenienza esterna al corpo a causa di un contatto elettrico, stimola
in modo disordinato i ventricoli, i quali, contraendosi in modo caotico,
impediscono al cuore di svolgere la sua ordinaria funzione: è questo
il fenomeno della fibrillazione ventricolare.