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INTRODUZIONE
Un
condensatore ferroelettrico si differenzia da un normale condensatore per
il tipo di dielettrico, in quanto si utilizza un film di materiale
ferroelettrico. Due importanti caratteristiche di questo tipo di materiale
sono l’alta permittività e la bistabilità. L’alta permittività
implica grandi capacità per unità di area del film ferroelettrico
rispetto ai normali dielettrici. Questa
caratteristica è sfruttata per la progettazione di memorie DRAM ad alta
densità e nei circuiti analogici che richiedono condensatori con grande
capacità sul chip. La bistabilità si riferisce alla capacità del
materiale di mantenere spontaneamente due differenti stati stabili di
polarizzazione e può quindi essere utilizzato nella realizzazione di
memorie non volatili note con il nome di FRAM.
Una FRAM è più veloce in fase di scrittura del dato. Infatti, in una
FRAM, il tempo di scrittura, che è uguale al tempo di lettura, è di
circa 100nsec, contro tempi dell’ordine dei millisecondi per le FLASH.
Il numero di cicli di scrittura che è possibile effettuare in una FRAM
prima che si verifichi un errore nel riconoscimento del dato è maggiore
di 1012 , mentre per una memoria FLASH si aggira intorno a 105 cicli. Un
ulteriore vantaggio deriva dall’utilizzo, nelle FRAM, di basse tensioni
di alimentazione, da 2 a 5 Volt.
Ricordiamo invece che sia nelle FLASH che negli altri tipi di memorie non
volatili, è necessario generare in fase di scrittura elevate tensioni
interne, da 9 a 15 Volt.
Oltre ad avere un’elevata velocità di accesso in scrittura, le FRAM
hanno una dissipazione di potenza inferiore alle altre memorie non
volatili, caratteristiche che rendono le FRAM particolarmente idonee per
applicazioni a radio frequenza, quali "smartcard contactless".
Di contro, le memorie FLASH potendo contare su un processo d’integrazione
consolidato, hanno densità superiori. Per
completezza, nella Tabella I di seguito sono riportate le principali
caratteristiche di quattro diversi tipi di memorie, FRAM, EEPROM, FLASH e
SRAM.
CENNI
SUI MATERIALI FERROELETTRICI
Una
memoria non volatile è un dispositivo che immagazzinato il dato lo
mantiene senza l’apporto di un’alimentazione esterna. Un condensatore
che utilizza come dielettrico un film di materiale ferroelettrico, quale
il PZT ( 1 3 Pb Zr Ti O x -x ) o l’SBT ( 2 2 9 Sb Bi Ta
O ), soddisfa questo requisito grazie a quello che in letteratura
viene chiamato "effetto ferroelettrico", che è la capacità del
materiale di mantenere uno stato di polarizzazione in assenza di campo
elettrico applicato.
La struttura cristallina di un materiale ferroelettrico, quale il PZT, è
composta per la maggior parte da celle unitarie note con il nome "Perovskite".
L’atomo di Ti/Zr può trovarsi in una delle due posizioni illustrate in
Figura 1-1. Nel materiale neutro, il numero di atomi di Ti/Zr che si
trovano in una delle due posizioni, è uguale al numero di atomi che si
trovano nella posizione opposta. Pertanto il momento di dipolo risultante
è nullo.
Figura
1-1 Cella unitaria di
Perovskite
Sotto
l’azione di un campo elettrico con verso positivo, gli atomi di Ti/Zr si
allineano lungo la direzione del campo applicato, Figura 1-2a, generando
quella che da qui in avanti si chiamerà polarizzazione o allineamento del
dipolo. L’effetto di polarizzazione è stabile, in quanto l’atomo di
cui sopra, resta nella nuova posizione anche dopo che il campo elettrico
viene rimosso, Figura 1-2b.
Figura
1-2a Figura 1-2b
Applicando
un campo elettrico in direzione opposta (negativo), è possibile invertire
il verso della polarizzazione, Figura 1-2c. Come nel caso precedente, l’effetto
di polarizzazione permane anche dopo la rimozione del campo elettrico,
Figura 1-2d.
Figura
1-2c Figura 1-2d
Il
valore minimo di campo elettrico che bisogna applicare affinché si
verifichi la polarizzazione dei dipoli è noto con il nome di campo
elettrico coercitivo, e si indica con Ec . Il valore per cui
almeno il 90% dei dipoli risulta polarizzato si indica con 90 E .
La temperatura al di sotto della quale si
manifesta l’effetto ferroelettrico è chiamata "Temperatura
di Curie". Al di sopra di tale temperatura, i materiali
ferroelettrici presentano invece un’alta permettività relativa del
dielettrico, » 100 r e , che permette di ottenere, a parità di
capacità, condensatori DRAM più piccoli.
Utilizzando una tecnologia planare, è possibile realizzare un
condensatore ferroelettrico, depositando fra i due elettrodi un film di
materiale ferroelettrico. In Figura 1-3 e 1-4 sono illustrate due diverse
modalità di realizzazione dei condensatori. In quella che fa riferimento
alla Figura 1-3, che necessita di una o al massimo due maschere, l’elettrodo
inferiore è condiviso da tutti i condensatori presenti sulla
"fetta", mentre nell’altra modalità, Figura 1-4, è condiviso
solo da alcuni con conseguente diminuzione di eventuali accoppiamenti
capacitivi. In quest’ultimo caso, che necessita di due o tre maschere,
parleremo di condensatore "patternato".
Figura
1-3 Non patternato
Figura
1-4 Patternato
La
tensione applicata ai capi di condensatore ferroelettrico è legata al
campo elettrico dalla seguente relazione:
V
= E ×d (1-1)
dove
con d si è indicato lo spessore del film ferroelettrico, i cui valori
tipici vanno da 120nm a 240nm.
In
un condensatore ferroelettrico, la polarizzazione dei dipoli, si traduce
in una carica di polarizzazione (Q), il cui andamento in funzione della
tensione applicata (V) ai suoi capi, descrive un ciclo d’isteresi,
Figura 1-5.
Figura
1-5 Ciclo d’isteresi.
Applicando
una tensione positiva Vs più grande della tensione V90 ,
il film ferroelettrico si polarizza nella direzione positiva, fino al
valore limite Qs , detta carica di polarizzazione di saturazione.
Eliminando la tensione applicata, il valore della carica di polarizzazione
diminuisce fino al valore Qr , detta carica di polarizzazione
residua. Questa diminuzione, è da imputare alla "carica
lineare" presente, anche se in minima parte nella struttura
cristallina. Applicando una tensione negativa, di valore inferiore alla -V90
, il film ferroelettrico si polarizza lungo la direzione negativa, fino al
valore -Qs . Anche in questo caso, la rimozione della tensione
applicata, determina una diminuzione della carica di polarizzazione, fino
al valore -Qr . Pertanto, come evidenziato in Figura 1-5, il ciclo
d’isteresi risulta simmetrico rispetto ai due assi di riferimento.
Dati sperimentali mostrano, Figura 1-6, che negli istanti immediatamente
successivi alla rimozione della tensione applicata, si ha un ulteriore,
simmetrica diminuzione della carica di polarizzazione da Qr a Qrnv
, dovuta al rilassamento di una parte dei dipoli. Questo fenomeno è
noto con il nome di "Relaxation", e la carica Qrnv è
detta carica di
polarizzazione residua non volatile. Pertanto, il condensatore
ferroelettrico possiede due stati stabili di polarizzazione a tensione
nulla, a cui è possibile associare, arbitrariamente, un valore logico. In
questa sede assumeremo che al valore di carica di polarizzazione Qrnv ,
sia associato il dato logico "0", mentre al valore di carica di
polarizzazione -Qrnv , il dato logico "1".
È quindi evidente che, l’associazione di un valore logico ad uno stato
di polarizzazione è una convenzione.
Figura
1-6
Per
effettuare un’operazione di lettura del dato immagazzinato, si deve
applicare, ai capi del condensatore, una tensione positiva, secondo la
convenzione assunta in Figura 1-6, maggiore della tensione coercitiva Vc.
Se il dato immagazzinato è uno "0", si ha una piccola
variazione della carica di polarizzazione, pari a (0) dQ ,
relazione (1-2), se invece il dato immagazzinato è un "1", si
ha una grande variazione della carica di polarizzazione, pari a (1) dQ ,
relazione (1-3).
Visto
e considerato che la tensione da applicare ai capi del condensatore
ferroelettrico, durante l’operazione di lettura, è sempre positiva,
indipendentemente dal dato immagazzinato, è ovvio che qualora il dato sia
un "1", l’operazione di lettura risulta distruttiva, pertanto
deve essere seguita da una operazione di riscrittura del dato. A tal fine
bisogna applicare una tensione negativa per riportare il condensatore allo
stato di polarizzazione iniziale.
Per
quanto detto, un materiale ferroelettrico e quindi un condensatore
ferroelettrico è caratterizzato da 3 parametri:
§
Campo elettrico coercitivo, C E (V/m)
§
Carica di polarizzazione, Q (C)
§
Campo elettrico al 90%, 90 E (V/m)
Tali
parametri dipendono fondamentalmente dal tipo di materiale ferroelettrico
(PZT, SBT, o altro), utilizzato per realizzare il condensatore, ma possono
variare a causa di altri fattori quali: tipo di elettrodi (Platino o
altro), tipo di deposizione, effetti di bordo o eventuali fenomeni di
ossidazione sulle interfacce fra il film ferroelettrico e gli elettrodi. L’affidabilità
è definita come il numero di cicli di lettura e/o scrittura che possono
essere eseguiti, prima che il valore di rnv Q diminuisca al punto
di non poter discernere il dato "0" dal dato "1",
mentre la ritenzione è la capacità del dispositivo di memoria di
mantenere immagazzinato il dato, nel tempo, senza il supporto di un’alimentazione
interna. Il condensatore ferroelettrico
deve presentare buone caratteristiche di affidabilità (endurance) e di
ritenzione (retention), alto breakdown del dielettrico, una temperatura di
Curie superiore alla massima temperatura di esercizio, un valore di 2Prnv
di almeno 2 5, velocità di inversione della polarizzazione dell’ordine
delle decine di nanosecondi, buona compatibilità con i processi d’integrazione
esistenti (le proprietà dei materiali non devono essere alterate dai vari
step d’integrazione) e basse tensioni,
che equivale a dire che la 90 V deve risultare inferiore a 5 Volt.
LA
CELLA DI MEMORIA FRAM
In
una memoria, i bit d’informazione sono memorizzati in celle organizzate
secondo una struttura a matrice: l’intersezione di una riga e di una
colonna della matrice individua una cella. La cella di una memoria FRAM
può essere costituita da un transistore e da un condensatore
ferroelettrico (cella 1T/1C) oppure da due transistori e due condensatori
ferroelettrici (cella 2T/2C).
CELLA
2T/2C
Lo
schema di una cella 2T/2C è mostrato in Figura 2-1.
Figura
2-1 Cella 2T/2C
Le
due celle, dopo ogni operazione di lettura/scrittura sono sempre in stati
opposti: supponiamo che C_fecapT sia nello stato
"down", e che C_fecapC sia nello stato
"up".
Analizziamo un ciclo di lettura, il cui diagramma temporale è riportato
in Figura 2-2, tenendo presente che la tensione ai capi del condensatore
ferroelettrico è definita come segue:
Figura
2-2 Diagramma temporale del ciclo di
lettura
1)
viene abilitata la WL
2)
la PL è portata alla tensione di alimentazione, DD V , mentre
entrambe le bit line sono a 0V, pertanto la tensione ai capi dei due
condensatori ferroelettrici è positiva, a flottante. Il condensatore che
si trova nello stato "down" commuta nello stato di polarizzazione
opposto con conseguente trasferimento di una grande quantità di carica,
(1) dQ , sulla BLT. Dal condensatore che permane nello stato
"up" si ha invece lo spostamento di una piccola quantità di
carica, (0) dQ , sulla BLC. Essendo (0) (1) dQ < dQ ,
la tensione della BLT, relazione (2-2), sarà maggiore di quella della BLC,
relazione;
3)
il sense amplifier porta a DD V la BL il cui livello di tensione è
maggiore, e a 0V l’altra. A questo punto il dato memorizzato può essere
letto. Entrambi i condensatori però si trovano nello stesso, stato di
polarizzazione ( stato "up" ), occorre pertanto effettuare una
operazione di riscrittura (o "restore") dello stato "down;
4)
il sense amplifier viene mantenuto "on" (acceso) in modo da
garantire che la BLT a DD V , rimanga a tale valore, mentre la PL
è portata a 0V. In tal modo la tensione fecapT PL BLT V =V -V
sarà negativa con
conseguente riscrittura dello stato "down".
Da
quanto detto, si deduce che l’operazione di riconoscimento del dato
viene effettuata dal sense amplifier. Se indichiamo con SA V la sua
soglia di sensibilità, per riconoscere il dato occorre soddisfare la
seguente relazione:
che
in termini di carica di polarizzazione diventa:
Supponendo
la BLT C uguale alla BLC C si ha:
In
questa trattazione si è supposto che il valore di BL C fosse molto
maggiore della capacità lineare
del condensatore ferroelettrico, in modo che
tutta la DD V applicata alla plate, cada ai capi del condensatore ferroelettrico.
Tale condizione è necessaria per assicurare il completo switching
dei dipoli e quindi rendere massima la carica SW Q che si riversa sulla
BLT. In altri termini, stiamo supponendo che lo stato di carica di polarizzazione
del condensatore ferroelettrico, durante l’accesso in lettura,
si sposti lungo il ciclo d’isteresi ottenuto applicando una tensione variabile
da DD -V a DD V .
CELLA
1T/1C
Uno
schema della cella 1T/1C è riportato in Figura 2-3.
Figura
2-3 Cella 1T/1C
La
lettura avviene secondo la stessa modalità della cella 2T/2C. Il sense
amplifier in tal caso confronta la tensione della BL, il cui livello
dipende dallo stato di polarizzazione del condensatore ferroelettrico, con
una tensione di riferimento ref V , opportunamente generata. Se la BL
V risulta maggiore della ref V , il sense la porta a DD V ,
viceversa la porta a 0V. Anche in questo caso, è necessario, per il
corretto riconoscimento del dato, che sia soddisfatta la relazione:
SA
BL ref V < V -V
(2-7)
Tenendo
presente che la BL V dipende dal dato immagazzinato nel
condensatore ferroelettrico, per esprimere la relazione (2-7) in funzione
della carica di polarizzazione si devono differenziare i due casi,
corrispondenti ai due dati logici. Se il condensatore ferroelettrico è
nello stato "down", dato logico "1", si ha:
E
la relazione (2-7) diventa:
E
la relazione (2-7) diventa:
TENSIONE
DI RIFERIMENTO
Come
già accennato precedentemente, in una memoria FRAM con cella 1T/1C è
necessario determinare una tensione di riferimento stabile da utilizzare
nella fase di sensing. Schematizziamo diverse modalità utilizzate per
ottenere la V REF .
Cella
di riferimento ferroelettrica
La
cella di riferimento, Figura 2-3, è uguale alla cella di memoria il ché
facilita l’implementazione. Nell’intervallo di tempo in cui viene
inviato un impulso alla plate line, le due bit lines di riferimento sono
cortocircuitate. Una è connessa ad un condensatore ferroelettrico di
riferimento che commuta, l’altra ad uno che non commuta. Il corto
circuito è poi rilasciato per il sensing. In tal modo si ottiene una
tensione di riferimento pari alla media aritmetica delle tensioni delle
due bit lines di riferimento. La cella di riferimento presenta la stessa
dipendenza dalla tensione di alimentazione della cella di memoria ed è
soggetta alle variazioni di polarizzazione del condensatore ferroelettrico
chip to chip.Inoltre, essa risente degli effetti della fatigue (vedi
capitolo successivo) in misura maggiore rispetto alla cella di memoria,
perché per costruzione ad essa si accede più frequentemente, un numero
di volte pari al numero di accessi per il numero di WL.
Figura
2-3 Cella di riferimento
Cella
di riferimento indipendente dalla relaxation
La
cella ferroelettrica di riferimento non percorre tutto il ciclo di
isteresi ma alla fine di ogni ciclo ad essa è applicata una tensione,
pari alla tensione coercitiva, in modo tale da portarla ad un punto a = 0 r
Q . La V ref prodotta risulterà indipendente dalla componente
di relaxation. Tuttavia, tale modalità è difficile da implementare a
causa di variazioni della tensione coercitiva, ad esempio al variare della
temperatura. Inoltre, essa richiede la generazione della stessa tensione
coercitiva.
Cella
di riferimento immune alla fatigue
Il
condensatore ferroelettrico della cella di riferimento non commuta mai ed
è dimensionato in modo tale da comportare lo spostamento di una quantità
di carica intermedia tra quella che interviene durante una commutazione e
quella che entra in gioco in una cella che non commuta. E’ ovvio che la
cella di riferimento non sarà soggetta a problemi di fatigue. E’
richiesto però un accurato dimensionamento.
Cella
di riferimento con condensatore CMOS
Con
tale riferimento è possibile ottenere una tensione variabile indipendente
dalla temperatura. Si evita in tal modo una riduzione di segnale sulla bit
line che può risultare dannosa ai fini del sensing. La V ref può
essere modificata
§
variando la dimensione del condensatore in fase di progetto
§
variando la tensione applicata alla sua plate, programmata in fase di test.
Il pregio principale di questo
riferimento è di essere immune da imprint (vedi capitolo successivo) e
fatigue. Nella tabella di seguito sono
riportati vantaggi e svantaggi dei due tipi di cella FRAM.
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