La
caratteristica del diodo a semiconduttore, di essere attraversato dalla
corrente elettrica in un senso anziché nell'altro, viene ampiamente
sfruttata, in molti dispositivi elettronici, allo scopo di trasformare
le correnti variabili in correnti unidirezionali, che conservano sempre
lo stesso verso di movimento, così come accade in un circuito
alimentato a pila.
Un tempo, prima dell'avvento dei semiconduttori, un tale compito veniva
affidato alla valvola termoionica a due elettrodi, anodo e catodo,
denominata "diodo". Oggi, invece, la corrente alternata,
derivata dalla rete-luce, viene rettificata mediante l'impiego di uno o
più diodi a semiconduttore, opportunamente collegati tra loro, che
realizzano il cosiddetto ponte raddrizzatore. Il quale fa parte
integrante dello stadio alimentatore di ogni ricevitore radio od altro
apparato elettronico funzionante con la tensione alternata di rete.
In questa sede, dunque, vengono esaminati tutti ali effetti pratici,
provocati dalla presenza dei diodi a semiconduttore nei circuiti
interessati da correnti variabili.
EFFETTO DI
RETTIFICAZIONE
Il circuito teorico sperimentale di
figura 1 viene pure proposto, nella .versione pratico costruttiva, in
figura 2. In esso si fa uso di un trasformatore di tensione (T1) per
campanelli elettrici di uso domestico, con avvolgimento primario a 220 V
e secondario a 12 V. Questo componente è reperibile normalmente presso
i negozi di materiali elettrici e può essere dotato, sul secondario, di
presa intermedia per un diverso valore di tensione, come indicato in
figura 2; in tal caso la tensione di 12 Vca va prelevata dai due
morsetti estremi.
Il diodo raddrizzatore al silicio D1 è di tipo 1N4004, mentre le due
lampadine LP1 - LP2 sono da 12 V - 100 mA.

Fig. 1 - Circuito sperimentale di
applicazione del diodo a semiconduttore in funzione di elemento
rettificatore. La presenza del condensatore elettrolitico C1 esalta la
luminosità della lampadina LP2. Sulla destra sono riportati i diagrammi
relativi alle tensioni presenti nei principali punti circuitali.
L'esperimento consiste nel far funzionare
il circuito dapprima senza l'inserimento del condensatore elettrolitico
C1 e, in un secondo tempo, con la presenza di questo componente. Ebbene,
una volta inserita la spina in una qualsiasi presa-luce, ci si
accorgerà che la lampadina LP1, pur essendo dello stesso tipo di LP2,
emette una quantità di luce maggiore di quest'ultima. Ma ciò, se si
tiene conto dell'effetto introdotto dal diodo a semiconduttore D 1, è
facilmente intuibile. Infatti, la lampadina LP1 viene attraversata
dall'intera corrente alternata promossa dall'avvolgimento secondario di
T1, mentre la LP2 rimane coinvolta dalle sole semionde positive di
questa, giacché quelle negative, imbattendosi nell'anodo del diodo D 1
(a), trovano in questo un ostacolo insormontabile, ossia una barriera di
arresto. Concludiamo quindi dicendo che LP 1 fa più luce perchè è
attraversata dalle semionde positive e negative, LP2 fa meno luce
perché è attraversata dalle sole semionde positive della corrente
alternata, a causa della presenza nel circuito del diodo a
semiconduttore D1. Il quale si comporta quasi come un interruttore
automatico, chiuso per le semionde negative, aperto per quelle positive.

Fig. 2 - Realizzazione pratica del
circuito sperimentale che dimostra chiaramente le funzioni elettriche
del diodo a semiconduttore. In sede costruttiva si raccomanda di
inserire correttamente il diodo ed il condensatore, tenendo conto delle
precise posizioni dei terminali di questi componenti.